Paolo Meneghetti

Paolo Meneghetti

Critico d'estetica contemporanea

Paolo Meneghetti

Paolo Meneghetti nasce nel 1979 a Bassano del Grappa (VI), città dove vive da sempre. Laureato in filosofia con tesi d'estetica contemporanea, sulla fenomenologia francese (di Deleuze, Derrida, Bachelard, Bataille) e l'ermeneutica (di Gadamer, Vattimo), ora scrive recensioni per artisti, registi, modelle, fotografi e scrittori, curando eventi per loro.

Caffè liscio a berretto insinuato – Regular coffee for insinuated cap

Caffè liscio a berretto insinuato – Regular coffee for insinuated cap

di Paolo Meneghetti

Raymond Carver immagina che possiamo toglierci il berretto, per passare le dita fra i capelli, al tavolo d’un caffè all’aperto. Così, le voci e le risate “tintinnerebbero” come le piccole posate, mentre il sole s’insinuerà sulle foglie o sui vetri. Il caffè va sorseggiato, per un “berretto” sulle labbra… Ma per Raymond Carver il “tintinnio” dei denti si poserebbe sul… continua

Un viadotto a pastore fuorimano – A viaduct as shepherd out of the way

Un viadotto a pastore fuorimano – A viaduct as shepherd out of the way

di Paolo Meneghetti

Tomas Venclova descrive liricamente un territorio da accettare solo “nella propria soglia”, ad esempio avendo un incrocio “fuorimano” (od “ingannante”), sparso di cartelli stradali una volta precisissimi, ma oggi sopravvissuti più del necessario (nel degrado per disantropizzazione). Là, le strade sterrate girerebbero impraticabili intorno alle gole ed alle montagnole, mentre un “severo” cavalcavia “abbraccerebbe” il suolo dimenticato. Benedetta è stata… continua

Scocca il verde al piede di porco – It’s time to a green light crowbar

Scocca il verde al piede di porco – It’s time to a green light crowbar

di Paolo Meneghetti

Carl Sandburg immagina d’essere steso sull’incudine, e preso a martellate sino a farsi piede di porco. Egli così allenterà i muri, o solleverà le fondamenta. Nel contempo, sull’incudine il poeta potrà diventare un chiodo d’acciaio, che sostenga la trave maestra d’un grattacielo, e come una stella bianca per la notte blu. Maria Chiara era stata inquadrata a Vicenza, sulla terrazza… continua

Un angolo per la pallina di selce – A corner for the scoop of flint

Un angolo per la pallina di selce – A corner for the scoop of flint

di Paolo Meneghetti

Per il poeta Vasudeva Reddy, gli occhi d’una donna non richiederebbero il salone di bellezza, in quanto “freddamente cremosi”, e come le palline di gelato, al solo angolo d’una bottega. Confermando l’ossimoro, quelli si percepirebbero nella “calamita” del loro vissuto. Qualcosa che “streghi” immediatamente il cuore più “granitico”. Ci saranno le “calamite” delle arterie, a “sciogliere” le “palline” pompanti dei… continua

Confidarsi al ritmo d’una toppa – Confiding to the rhythm of a keyhole

Confidarsi al ritmo d’una toppa – Confiding to the rhythm of a keyhole

di Paolo Meneghetti

Per Rimbaud, c’è un armadio senza chiave, e quindi dai “misteri assopiti”, fra i fianchi legnosi. Tutti noi lo adoperiamo custodendo qualcosa, a volte importante per la nostra “anima”. Quando la chiave manca, il “mistero” pare in stand-by, cosicché per Rimbaud nel fondo della toppa s’udirà un vago sussurro. E’ la metafora per l’anima il cui cuore ha una sensibilità,… continua

Un papillon fin troppo a girandola – A bow tie is far too a pinwheel

Un papillon fin troppo a girandola – A bow tie is far too a pinwheel

di Paolo Meneghetti

Adriano Celentano si lamenta d’un pomeriggio “troppo azzurro”, d’estate, in cui prenderebbe subito il treno, raggiungendo la donna amata, già in vacanza. Sarà quasi il passeggio alla… Viva il Parroco! nel cortile assolato d’un oratorio. Così il cantante non avrà una grande “convinzione”, nel ricongiungersi con la donna amata, mentre il treno dei suoi desideri addirittura andrebbe… “all’incontrario”. In fondo… continua

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