Paolo Meneghetti

Paolo Meneghetti

Critico d'estetica contemporanea

Paolo Meneghetti

Paolo Meneghetti nasce nel 1979 a Bassano del Grappa (VI), città dove vive da sempre. Laureato in filosofia con tesi d'estetica contemporanea, sulla fenomenologia francese (di Deleuze, Derrida, Bachelard, Bataille) e l'ermeneutica (di Gadamer, Vattimo), ora scrive recensioni per artisti, registi, modelle, fotografi e scrittori, curando eventi per loro.

Il radio non è cello se non è “smacchiarello”!

Il radio non è cello se non è “smacchiarello”!

di Paolo Meneghetti

Julia Vinograd scrive liricamente che una radio parla a se stessa come una barbona, nella stanza vuota. E’ ciò che avverrebbe pure alla poetessa, se lei dormisse. Basta ricevere le frequenze “stracciate” del sogno, tramite cui ad esempio un tir uscirà dalla testa, col suo parabrezza a frustare la linea di spartitraffico. Noi vediamo Valentina in piedi, nella stanza dai… continua

L’infanzia a polloni del rubinetto – A faucet was an infant in suckers

L’infanzia a polloni del rubinetto – A faucet was an infant in suckers

di Paolo Meneghetti

Francesco Bristot immagina che l’incessante gocciolio d’un rubinetto invisibile sia la scusa d’una follia, a cui non credere. C’è un limite alla soglia di sopportazione? Per Francesco Bristot, fuori dal garage “vive” il pupazzo di neve, e mentre la gente accorre al fienile infuocato. Quanto la fantasia consente di distrarre, dai veri problemi del mondo? Liricamente, al quaderno d’infanzia noi… continua

Il caffellatte a verderame di tè – A café au lait as tea’s verdigris

Il caffellatte a verderame di tè – A café au lait as tea’s verdigris

di Paolo Meneghetti

Mong-Lan immagina d’aver abbandonato il caffellatte, almeno in superficie levigato e smorzante, per il “chicco” puramente complicato d’una foglia accartocciata, nel tè verde. Quest’ultimo mostrerà il corpo d’uno smeraldo “tranquillo” (da una naturalezza senza sfarzo). Qualcosa dove si percepisca un’assonanza fra il verderame ed il sé dell’interiorità. Soprattutto per gli orientali, il tè si consuma ripulendo le “sacche” di resistenza… continua

Verde veronese ascella piangente – Paul Veronese green, weeping armpit

Verde veronese ascella piangente – Paul Veronese green, weeping armpit

di Paolo Meneghetti

Hesse immagina che i salici bianchi abbiano “ali” pesanti, a cadere sul ruscello inaridito. Nel contempo, gli amici in carovana camminerebbero sulla strada rosea. In realtà, la vallata è molto viva. Essa si farà simboleggiare dal parasole in verde veronese, scintillante come una gemma (ed usato da una donna). C’è Odessa a posare di profilo. Lei ha i capelli rossi,… continua

La capra che fuma la bottiglia – The goat that smokes a bottle

La capra che fuma la bottiglia – The goat that smokes a bottle

di Paolo Meneghetti

Alfonso Gatto scrive che di sera il latte svanisce al tepore di gelo, dentro la bottiglia verde. Parallelamente, il fioco della campagna diviene il sonno delle nuvole. E’ possibile che noi percepiamo un’erba bianca? La campagna ci sembra “ammuffita”, all’orizzonte aperto, senza il “risveglio” per gli alti edifici, o “l’accensione” per gli alberi al vento. Alfonso Gatto immagina che così… continua

Dogaressa a “scrittore” della peste – Dogaressa as plague “writer”

Dogaressa a “scrittore” della peste – Dogaressa as plague “writer”

di Paolo Meneghetti

Govoni immagina che a Venezia la luna si faccia ingoiare dalla laguna, come una pastiglia di chinino. Lì, pare che l’acqua sia febbricitante, complice l’irregolarità del moto ondoso. La luna può falciare la sua luminosità, così da galleggiare nella notte. Per Govoni, Venezia avrà un moto ondoso a bucce d’arancia, e come le babbucce dismesse d’una dogaressa. Forse, ad una… continua

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