Paolo Meneghetti

Paolo Meneghetti

Critico d'estetica contemporanea

Paolo Meneghetti

Paolo Meneghetti nasce nel 1979 a Bassano del Grappa (VI), città dove vive da sempre. Laureato in filosofia con tesi d'estetica contemporanea, sulla fenomenologia francese (di Deleuze, Derrida, Bachelard, Bataille) e l'ermeneutica (di Gadamer, Vattimo), ora scrive recensioni per artisti, registi, modelle, fotografi e scrittori, curando eventi per loro.

L’udire in sella allo zoccolo – Hearing on horseback of a hoof

L’udire in sella allo zoccolo – Hearing on horseback of a hoof

di Paolo Meneghetti

Viaggiando da Alessandria d’Egitto a Parigi, sulla nave, Ungaretti vedrebbe essenzialmente la vaporosità del cielo, ovviamente complicata dall’ondeggiamento. C’è anche l’incertezza per il futuro, in un trasferimento. Si sente un clarinetto, a poppa, coi tacchi e le mani dei ballerini a scandirselo. Ci sarebbe allora una “vaporosità” positivamente di speranza? Oppure il clarinetto dovrà stridere, attraverso più ghirigori simili a… continua

L’iride ad acqua, e la sua torrefazione d’una frangia

L’iride ad acqua, e la sua torrefazione d’una frangia

di Paolo Meneghetti

Massimiliano Maccaroni immagina che si butti un occhio dal banco del bar. Così, gli amorevoli capelli da accarezzare sono lisci come l’acqua di sorgente, ed aggrappati a rostro sulle spalle a prua. Nel contempo, bere la “cascata” del caffè dà un piacere più tumultuoso. In questo caso, ci sarebbe il “rostro” del gusto, sulla “prua” della labbra. L’acqua sembra più… continua

Un pizzo d’oro per l’addome a paiolo

Un pizzo d’oro per l’addome a paiolo

di Paolo Meneghetti

Bachelard si ricorda il paiolo nero, che pende dagli anelli d’una catena, sullo spiedo del caminetto. Là, ogni cottura non sarà cronometrabile, ad esempio mediante la clessidra. L’incertezza della fiamma si risolverebbe solo nella prima goccia d’evaporazione, dal guscio del paiolo. Bachelard ammette una sua “marachella” da bambino, quando, ansioso di mangiare, gettò la minestra contro la catena… Soprattutto, lo… continua

Un’edera che lima il greto

Un’edera che lima il greto

di Paolo Meneghetti

Montale immagina che il sorriso sia come l’acqua pura, scorta fra le pietre d’un greto. Qualcosa in cui si “lima” la modestia, mentre l’edera ci mostra la fioritura. Mediante il sorriso, le labbra “s’aggrappano” all’intera bocca. L’edera simbolicamente è consacrabile alle feste, ma non si percepisce come appariscente, mentre diamo per scontato che il greto ha le pietre. Sopra al… continua

Fata di bosco e larice a scettro – Wood fairy and larch as sceptre

Fata di bosco e larice a scettro – Wood fairy and larch as sceptre

di Paolo Meneghetti

Carducci immagina che le Fate stiano nel tempio, largamente ombreggiato dai larici acuti. Quelle hanno gli occhi fiammanti come le gemme. I capelli invece si percepiscono a corona di quercia, lungo i mantelli neri. Le Fate tengono in mano uno scettro dorato. Questa fotografia è ambientata in mezzo al bosco d’abeti e larici. Si percepisce la secchezza dei rami più… continua

L’asimmetria è una funzione appena impermanente

L’asimmetria è una funzione appena impermanente

di Paolo Meneghetti

Esteticamente, il buon bonsai deve sembrare anche asimmetrico, se il vivente si dà come tale nella sua deformazione, ad esempio per crescere. Inoltre, tutta la realtà ha un’impermanenza temporale. Qualcosa che respinge la stasi del simmetrico. Il bonsai ha la semplicità della naturalezza, senza l’artificio del rigoglioso. Nella cerimonia del tè, le tazzine in ceramica raku ed i mestoli di… continua

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