Margherita Firpo

Margherita Firpo

Margherita Firpo

“Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini”, diceva Dante Alighieri. E io aggiungerei: i libri. Sì, i libri, la fantasia, le storie, la nostra cara immaginazione. Non potrei pensare di vivere senza. La passione per la scrittura mi accompagna fin da bambina e, nel 2012, ricevo il mio primo contratto editoriale da "De Ferrari Editore" di Genova, che inaugura la realizzazione del mio sogno con la pubblicazione del romanzo "Un sorso di jazz". A febbraio 2014 pubblico con Edizioni DrawUp "I pettirossi non smettono mai di cantare", romanzo vincitore della VII edizione del concorso letterario "Pagine di territorio - Storie di uomini e di paesi". A settembre 2014 ricevo una Segnalazione di merito al Premio internazionale di Poesia "Città di Latina" con l’opera "Disperanza" attraverso la quale affronto il tema degli sbarchi clandestini e, in particolare, delle madri che perdono la vita abbracciate ai loro figli. "Una matrioska di anime" è il mio terzo romanzo, pubblicato ad aprile 2015. Come avrete capito, adoro scrivere e leggere, buttarmi a capofitto nelle vite altrui, camminare per un po’ nelle scarpe di qualcun altro e fantasticare su finali inaspettati. Ho una sfrenata fantasia, oltre che un’intensa vita notturna. No, non pensate male. Sto parlando di sogni, perché la mia mente di notte si popola di personaggi inventati, e allora prendo carta e penna e scrivo: scrivo dei miei pensieri, dei miei desideri, della vita che vorrei, di quello di cui ho paura, della morte, della vita. Scrivo di tutto ciò che è irreale ma che è talmente reale nella mia mente che non posso negargli un’ora d’aria.

Un oggetto chiamato… donna

Un oggetto chiamato… donna

di Margherita Firpo

Un oggetto chiamato… donna Era un’estate calda, più calda del solito. Lui mi aveva adocchiata alla finale di Miss Muretto di Alassio, quando ancora partecipare a quel concorso e salire sul podio era un’ambizione enorme. Non avevo vinto, ero arrivata seconda. Ma lui era ancora più contento, diceva. “Altrimenti diventi troppo famosa e ti monti la testa”. Lo diceva scherzando,… continua

error: