Eugenio Conti

Eugenio Conti

Studente

Eugenio Conti

Un tipico ventiquattrenne: studente (antropologia), precario, qualche lavoro per gli extra, percorro la mia strada per la felicità. Presto però mi ferma Confucio: non esiste la strada per la felicità, la felicità è la strada. Eccomi quindi qui a far camminare la penna, sperando di fare un giorno di virtù necessità. La passione per la scrittura è antica e parte da temi in classe. Quella per il giornalismo nasce più tardi, quando sulla mano destra ho l’ultimo numero di Internazionale e sulla sinistra i libri dell’università: non ci metto tanto a pensare che forse posso unire i palmi. E mi accorgo di una cosa: mi piace molto divulgare ciò che apprendo. Comincio per “sopra i ponti” a intervistare i migranti di Bologna, strada che mi porterà anche sotto la gru di Brescia, a Roma davanti agli africani di Rosarno e a cena da Annamaria Rivera. Che abita con un bravissimo cuoco. Ne usciranno un sito web, un fumetto e uno spettacolo teatrale di successo. Mi galvanizzo, ma il semaforo rosso dell’università mi bloccherà presto, ricordandomi le priorità del momento. Ora posso riprendere a camminare e devo farlo: la strada è lunga.

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